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Una storia dal passato per il presente

Cosa succede quando si svuota una casa? 
Ti ritrovi tra le mani degli oggetti e decidere cosa farne, se tenerli o buttarli o venderli. In effetti il processo mentale è però un po’ più complicato, perché innesca delle emozioni che ti riportano al ricordo della persona a cui sono appartenute e non si riesce facilmente a prendere questa decisione.

Se si decide di buttarli, un pugno nello stomaco è assicurato, a volte subentra anche la paralisi agli arti che impediscono di continuare la selezione e alla fine si molla lì tutto perché troppo doloroso. Avendo provato recentemente queste sensazioni, penso che anche mia madre, ritrovandosi tra le mani questa scatoletta di legno intarsiato del suo antenato, abbia sperimentato la stessa situazione.

Scatola di legno intarsiata e taccuino in pelle di Giuseppe Scapucin

Quando però ho trovato io la scatoletta era piena di collanine e anelli, mentre il taccuino è saltato fuori solo dopo, rovistando tra le cose della mamma quattro anni fa. L’ho dato a mio zio, perché apparteneva alla sua famiglia e poi me ne sono scordata, finché qualche giorno fa mi è tornato in mente pensando che forse sarebbe stato interessante trarre qualche spunto per il mio blog e senza che lo chiedessi, mio zio una mattina mi porta il taccuino e mi dice: “Leggi questa storia dello zio Scapucin, può andar bene per il tuo blog”. A volte mi legge nel pensiero lo zio e così ho cominciato a leggere. Inizialmente ho fatto fatica per la calligrafia un po’ diversa, ma poi il tutto è risultato più scorrevole. Riporterò esattamente le parole usate, ovviamente quelle non capite le ho sostituite coi puntini. Buona lettura!

Fatto vero sucesso in Prussia nell’anno 1855

Era un giorno di festa e come vi è il costume di dovere che i soldati vadano alla messa accadde che mentre un reggimento prussiano era alla messa uno dei soldati invece di prendere in mano qualche libro di divozione … si levò di tasca un mazo di carte da giuoco e sene stette per tutto il tempo della messa meditandole ad’una add’una.

Il sargente che l’oservo glimpose di deporle ma il soldato non rispose non ubidise e seguitò la sua meditazione sin a tantto che la messa fu terminata.

Il sargente sdegnato di un talle affronto terminata la messa lo condusse dal maggiore narrandogli il tutto.

Il maggiore acceso di sdegno contro costui gli disse – Come tu ardisci in chiesa tener carte da giuoco in mano invece di libri divoti ebbene se tu dunque non saprai difenderti poserai per dieci giri di verghe fra duecento uomini.

Alora il soldato gli rispose – Lei dice bene che il luogo e santo e che ognuno deve atendere alle sue meditazioni come pure io atendevo alle mie – Non basta cio per scusarti – disse il maggiore – Preparati intanto domani a subire il castigo anunziato.

Allora il soldato ripigliò il mazo di carte dalla sacocia e disse al Magiore:

Ecco la mia difesa – facendo add’una add’una la seguente spiegazione.

Quall’ora io veddo unn’asso rifleto che vi è un Dio sollo Creatore del ciello e della tera.

Il due mi rapresenta le due persone distinte cioe divina edd’umana.

Il tre mi rapresenta le tre persone edd’un solo Dio.

Il quatro mi rapresenta i quatro e vangelisti cioe S.Mateo S.Marco S.Lucca e S.Giovani.

Il cinque mi rapresenta le cinque piaghe di nostro signore Gesù Cristo.

Il sei mi fa considerare i sei Giorni che Dio impiego per la Creazione del Mondo.

Il sette mi rapresenta che dopo i sei Giorni della creazione del mondo il settimo si riposo.

L’oto mi rapresenta le otto persone che si salvarono dal diluvio cioe Noe con la sua moglie con tre loro figliuoli e le loro Mogli.

Il nove mi rapresentano i nove uomini risanati da Signore che ingrati non gli resero le dovute Grazie.

Il dieci mi fa ramentare i dieci Comandamenti che Mose ha ricevuto da Dio sul monte sinai tramezo ai lampi e tuoni.

Dipoi prese tutte le figure e mette aparte sotto il fante a piche dicendo – tu disonesto infame non devi rimanere qui fra gli altri.

Questi poi gli altri tre sono i manigoldi che hanno crocifisso il nostro Gesù Cristo.

Le quatro donne dinotano maria colle tre donne che andaro visitare il Santo sepolcro.

I quatro re mi significano i maggi che dall’oriente venero ad addorare il re incomparabile cioe Gesu Cristo apena nato.

Ogni qualvolta vedo le carte afiori mi viene in mente che il redentore invece di esere incoronato di fiori fu coronato di pungentisime spine.

Vedendo pichi mi da memoria la lancia e chiodi che trafisero mani e piedi ed il costatto del nostro Divin redentore.

Veddendo i cuori mi ramenta il grande cuore di cui arse Gesù morendo per noi.

Vedendo i quadri mi fa a conossere che la Chiesa si dileta per tutte le quatro parti del mondo.

Di più oservo che nelle carte vi sono trecentosesantasei e trecentosessantasei son i Giorni dell’anno.

Il totale d’un mazzo di carte sono cinquantadue e cinquantadue sono setimane dell’anno.

Le bestemie che mandano i giocatori mi ricordano quelle che Giudici mandano a Gesù Cristo.

Il denaro che giuocano significano le trentta monete per le quali fu da Giuda venduto.

L’alegria poi che segue sul giuoco mi ramenta l’alegria di quelle anime sante nel limbo nell’atto che vengono da Dio liberate.

Il drito e il rovescio delle carte significa il paradiso e l’inferno.

Altro non gli saprei dire a Signor magiore in mia difessa sollo che io vo meditando molto meglio sopra un mazzo di carte che non sopra qualunque altro libro di divozione.

Innialora il magiore gli domanda che vuol dire quel fante apichi che ai messo da parte dicendogli che e un infame un disonorato.

Questo – rispose il soldato – e quello che mi ha condoto qui d’avanti vostra signoria per farmi castigare.

Il magiore udendo una tal difesa lo asolse immediatamente dal sucenato castigo e colmò d’aplausi la sua pronteza di spirito.

Esempio

Impara a non dubitare male su dei vostri frateli se non volete rafigurare come il fante apichi.

Memoria del caporale Scapucin Giuseppe scrita nel Giorno di S.Martino esendo di Guardia alle carceri di S.Francesco in parma (? o pianura)

li 11 9mbre 1870

Grazie Giuseppe per la tua storia e la tua testimonianza…un vero blogger del passato
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