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Ricominciare da capo: quando, come, dove e perché. (1a parte)

Prima di addentrarmi nell’argomento mi preme ringraziare le persone che in questi anni si sono iscritte al mio blog e che da oggi hanno superato la decina.

Photo by Pixabay on Pexels.com

Cedere alla tentazione d’elaborare testi che possano interessare il pubblico o trovino maggior consenso non è nel mio stile. Anzi se ci provo faccio sempre un buco nell’acqua, ma quello che m’infastidisce di più è il fatto di non essermi neanche divertita a scrivere.

Il forzato isolamento di questi giorni mi pesa sì ma non così tanto, perché non sono mai stata una viaggiatrice o una da vita mondana, sì pendolare lavorativa sui treni e metropolitana per una decina d’anni, ma quello non è viaggiare è desiderare ardentemente di arrivare a destinazione il più presto possibile per andare in bagno (sia in andata che al ritorno).

Nel febbraio 2008 a 40 anni, la svolta! Date le dimissioni dall’ultimo spedizioniere dove lavoravo come addetta marittima mi ritrovo a casa e non nego che dopo una settimana ero già arcistufa e volevo ritornare sui miei passi. Col senno di poi sarebbe stato meglio, ma a settembre dello stesso anno successe qualcosa: il tracollo economico (ho pensato anche che fosse colpa mia perché non lavoravo più!).

Cosa faccio adesso?

Beh questa è una storia che ho già raccontato varie volte, ma mi piace ricordare quel periodo come un punto di partenza per una nuova avventura.

Primo passo fondamentale era adoperarsi per ottenere la liquidazione del FASC (fondo spedizionieri), anche se prima di presentare la domanda di rimborso ho dovuto aspettare che scadesse il termine dei sei mesi consecutivi senza aver lavorato nel settore.

Va bene, per un po’ di tempo il gruzzolo sarebbe bastato a mantenermi (anche se in realtà è durato molto meno del previsto), ma qualcosa in ogni caso dovevo fare, così mi son trovata un lavoretto di sole tre ore pomeridiane in un call center che mi consentiva di andare in palestra al mattino e alla sera di dedicarmi alla traduzione.

La TRADUZIONE, sì solo una, ma lunga lunga lunga insomma. Ci ho messo un anno tra interpretare l’audio del mio amico americano Brett (ormai mi era diventato familiare), trascrivere il dialogo e tradurre in italiano, ma come si suol dire, alla fine mi sono fatta le spalle grosse. Sono stata alzata dei mesi fino alle 2/3 di notte con le cuffie in testa per captare bene le parole o per lo meno il senso a grandi linee e con un dizionario tipo macigno perché ancora non avevo una connessione internet.

Finita quella pensai che forse avrei potuto continuare su questa linea, visto che ormai ero allenata e così cominciai la navigazione in rete seguendo corsi e webinar sulla professione del traduttore e sugli strumenti di lavoro. (continua nella seconda parte)

3 pensieri riguardo “Ricominciare da capo: quando, come, dove e perché. (1a parte)”

  1. Più o meno come la tua, la mia esperienza degli ultimi dieci anni ha svelato tantissime cose da fare che prima non avevo il tempo né la concentrazione necessaria di intraprendere. Solo questo è il mio rammarico: non aver iniziato allora ciò a cui mi sto dedicando adesso. Che cosa? Imparare a suonare il piano / la tastiera, il cucito per me stessa e la casa, l’approfondimento e il continuo aggiornamento dell’inglese e del tedesco, le traduzioni, gli e-book da scrivere e da tradurre per un potenziale pubblico straniero, le camminate (in città) in solitaria (o usi il fiato per tenere un buon passo o chiacchieri…), la cucina salutare. Anche a me la forzata segregazione non impressiona più di tanto. Sono sempre stata refrattaria alle grandi rimpatriate. Sarebbe peggio se davvero non si potesse uscire per un incidente in una centrale nucleare in Francia o in Svizzera, per es. (facciamo i debiti scongiuri).L’importante è sapere esattamente l’origine dell’attuale “flagello”, anche se ormai è chiaro che certe pratiche barbariche contro gli animali in alcune parti del mondo lo possono innescare / favorire ed è ora di interromperle / vietarle, altrimenti si deve impedire a quei paesi che le permettono di entrare sulla scena globale. Scrivere è bello, non importa se qualcuno non apprezza o pensa che lo si faccia solo per vanagloria. E’ come la tv o la radio: basta cambiare programma. Avanti così, nonostante tutto!!!

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    1. Ciao cara siamo più o meno gemelle. Tutte cose che sto facendo anch’io e nella seconda parte condividerò i siti che mi hanno aiutato a capirci qualcosa. Buon proseguimento anche a te e chissà mai in futuro potremmo incontrarci in una libreria per presentare i nostri libri. Tanto per non darsi delle arie 😁

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