Ritagli del Corriere

Il titolo continua così : “AMARE, NON ESSERE O AVERE”.

Rimettendo un po’ in ordine la scrivania, tra bollette, estratti conto e impegnative del medico, salta fuori questa pagina del Corriere della Sera da me sottolineata in alcuni punti, che forse avevo ritenuto interessanti.

Eccomi anche stavolta a scrivere sul mio blog, semplicemente con quest’articolo del 6 settembre 2018 di Maurizio Ferrera e Barbara Stefanelli, di cui riporterò solo la parte finale.

E’ proprio vero che tante volte non si capisce il perché ci ostiniamo a tenere tutto, a non buttare niente, ma è anche vero che la palla magica non l’abbiamo e tante risposte ci arrivano in tempi non sospetti e ben lontani dal momento in cui avevamo formulato le domande.

Lo trascrivo proprio perché mi ha fatto ripensare alla situazione in cui siamo piombati negli ultimi tre mesi.

I tre pilastri della felicità hanno dimensioni e colori diversi per ciascuno di noi, l’architrave della nostra casa avrà sempre un punto di equilibrio personale. Se il contesto in cui viviamo non ci piace possiamo sceglierne un altro, facendo le valigie, oppure possiamo sforzarci e migliorarlo. Ma quel contesto – paese, città, stanza tutta per noi – resta un confine. La “vita beata”, diceva Seneca, si fonda sulla conoscenza e sull’accettazione dei limiti. E’ vero che lo stoicismo può trasformarsi in passività, noi siamo però dotati di quel potere giovane e anziano di lavorare sul limite. Su quello che siamo, abbiamo, amiamo. Vivere in “semplicità volontaria”, riprendersi il tempo, è una risposta – non arrendevole, al contrario: impone un nuovo cominciamento – a quegli squilibri profondi che il “mondo della vita” neo-moderno porta con sé.

1 commento

  1. Ceeertoo! Le risposte arrivano sempre, presto o tardi. Ma non si può stare seduti in eterno sulla riva del fiume ad aspettare che le porti la corrente, mentre il mondo continua a girare. Si dovrebbe riuscire a rivolgere l’attenzione ad altre cose, consapevoli del fatto che tanto, prima o poi, i punti di domanda diventeranno solo punti e basta. Nel frattempo, si riempie la propria valigia personale con sogni, progetti, tentativi, successi, fallimenti e quant’altro possa contenere. Con la valigia sempre pronta, di fatto, qualsiasi treno può essere preso al volo, e in qualsiasi posto, momento o situazione ci si trovi, si avrà con sé il necessario per vivere e sopravvivere. Va da sé, che ogni tot la valigia va svuotata con cose ormai superflue e riempita con altre più meritevoli. 👜💼👜💼😎

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