Lavori in corso – Marketing

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Come anticipato nell’ultimo articolo del 2018 “E anche quest’anno…” eccomi a parlarvi del mio approccio casereccio al marketing delle traduzioni.

Navigo spesso su internet, anzi ci vivo, e i cookie (i portinai del web) lo sanno bene! La maggior parte del tempo lo dedico alla partecipazione a webinar gratuiti organizzati sia da colleghi traduttori sia da esperti di marketing.

Tutti suggerimenti validi intendiamoci, ma poi se non li applico me li dimentico. E allora, a parte il networking, sono andata a rispolverare il vecchio sistema del biglietto da visita nella posta, dall’edicolante, al bar e, perché no, anche in chiesa sulla panca come si fa con le immaginette dei santi (quest’ultima è una battuta ma quasi quasi…!).

Anche il libro dell’immagine “Il marketing dei servizi professionali” doveva essere nella spazzatura insieme ad altri 50 libri della raccolta Jackson e invece l’ho salvato insieme ad un altro intitolato “Strumenti chiavi di gestione”.

Per il momento quindi leggere questi due libri superstiti sarà uno dei miei “buoni propositi” del 2019, sempre che ce ne siano degli altri.

Ad ogni modo andrò avanti a spulciare le liste degli espositori esteri alle varie fiere di settore in Italia e ad inviare via mail le mie proposte di collaborazione. Funzionerà? Mah…. intanto proviamoci!

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2013 – 2018 *** Blog & Experience ***

Buon Anno a tutti i lettori! Anche il 2019 è arrivato e guardandomi indietro vedo la strada percorsa e i risultati ottenuti in questi ultimi cinque anni. Ahimè non sto parlando del ritorno economico che ancora non c’è, ma dei benefici provenienti dallo scrivere per il solo piacere di farlo, condividendo idee, passioni e conoscenze con voi.

Ringrazio innanzitutto  i miei 6 followers e i 3 “mi piace” sperando che gli altri non se ne abbiano a male!

Nel 2013 avevo partecipato a un corso online “WordPress for Dummies” della European School of Translation (EST) per imparare a costruire e gestire un blog con l’utilizzo di WordPress, ma mai e poi mai avrei pensato di proseguire in questa direzione.

Ad oggi ritengo che sia stata una buona scelta, da una parte perché sono soddisfatta del mio lavoro e dall’altra perché anche le statistiche del sito me lo confermano.

Ed è proprio grazie agli strumenti che WordPress mi ha messo a disposizione, che mi sono resa conto di quanto questi dati mi siano serviti per interpretare, almeno in parte,  il comportamento dei visitatori.

A dirla tutta, a parte l’evidente crescita delle visite fino ad oggi, ciò che più mi ha colpito è stata la varietà dei Paesi d’origine dei visitatori e i termini di ricerca su Google.

In sostanza mi sembra che si delinei una difficoltà a reperire informazioni specifiche riguardanti argomenti come la compilazione dei documenti di trasporto o l’organizzazione pratica del trasporto, o semplicemente comprendere l’uso della terminologia adatta. Manca una formazione professionale di base del personale addetto dal punto di vista funzionale. Quale scuola insegna questo tipo di lavoro? Nessuna. Il caro collega, come può e quando può, si deve sobbarcare l’istruzione del nuovo arrivato e in più seguire il proprio lavoro.

Cosa significa carrier e merchant? Che cosa sono i termini FOB, CIF, EXW? Cos’è il rapporto peso/volume? E la ralla corta? E allora le THC?

Anche chi vorrebbe dar vita ad una start-up a livello internazionale si trova di fronte a questa problematica, sia che si tratti di un’azienda produttrice sia di uno spedizioniere. La persona che mi ha contattato qualche mese fa, del quale riporto in parte la mail, mi ha confermato quest’esigenza di percorsi formativi specifici:

“La ringrazio tantissimo per la sua pronta risposta; come già anticipato sono molto attratto per questo tipo di business e mi sto documentando per poter investire in questo settore. In Italia purtroppo sono pochi che organizzano corsi di logistica marittima ed è la ragione per cui ho visitato il suo Blog.
Le chiederei gentilmente 2 altri chiarimenti con esempi SEMPLICI che riguardano: 

Freight Prepaid ( MBL )  #  Freight Collect ( HBL )

L’altro chiarimento riguarda la lettera di credito / C.A.D ; quali sono i punti importanti da inserire nella HBL ? 


Ed ecco la mia risposta per chi se la sente di approfondire:

Sono d’accordo con Lei che il mercato italiano pecca di formazione per gli operatori: o si fa la gavetta e s’impara sul campo oppure l’alternativa sono i rari corsi di logistica e quei pochi molto costosi.

Trovo comunque ammirevole da parte Sua cimentarsi in questo settore che non è per nulla facile da gestire, anche se è molto appassionante!

Ma torniamo alle sue domande:

Freight prepaid o collect (MBL) / Freight collect (HBL)

Freight Prepaid implica che lo spedizioniere italiano abbia a destino un corrispondente o partner sul quale appoggiare le proprie spedizioni.

Una volta partita la nave la Compagnia rilascia una MasterBL Prepaid solo dopo pagamento del nolo e degli accessori da parte dello spedizioniere, anche se le grandi organizzazioni godono di dilazioni! Lo spedizioniere a sua volta emette una HBL con FREIGHT COLLECT se la spedizione è EXW o FOB, segnalando quindi al proprio corrispondente a destino di recuperare i costi della spedizione sul destinatario compreso il nolo.

Anche il Freight Collect nelle MBL, usato raramente, necessita di un corrispondente a destino, ma in questo caso il traffico e i rapporti di negoziazione sono seguiti da destino tra il corrispondente e la Compagnia Marittima. E’ più facile che si abbia una MBL Freight Collect diretta mittente/destinatario, senza necessità di emettere una HBL di uno spedizioniere.

Lettera di credito L/C e cash against documents (C.A.D.)

La polizza di carico vincolata da lettera di credito è l’incubo dello spedizioniere, perché occorre scrivere tutto quello che viene indicato sulla stessa compresi gli errori di ortografia etc. altrimenti la banca pone delle riserve al credito e salta il pagamento.

Le faccio un esempio con la HBL in parallelo con la LC.

HBL SHIPPER             ====== L/C BENEFICIARY

       CONSIGNEE        ======        ADVISING BANK

       NOTIFY                ======        APPLICANT

       DESCRIPTION     ======        SHIPMENT FROM+SHIPMENT TO+DESCRIPTION+FREIGHT COLLECT

Nella descrizione ovviamente lo spedizioniere inserisce i dati della spedizione che gli sono utili oltre a quello richiesto dalla lettera di credito, es:

1×40′ box TEXU 123432/1   S.T.C. (said to contain) plastic ware      kgs 3000     (peso lordo)

Data della HBL entro “the latest date of shipment” riportata sulla L/C, es. 12 luglio 2018, accettate date anteriori al 12 ma non posteriori, altrimenti bisogna richiedere al mittente che contatti il destinatario per accordare l’estensione dei termini della lettera di credito.                                               

Per il pagamento C.A.D.di solito il mittente nella lettera di istruzioni indica il nome della banca estera che si occuperà della negoziazionie e quindi lo shipper=MITTENTE, il consignee=TO ORDER (nome della banca)  notify=DESTINATARIO.

La descrizione della spedizione si limita ai dati base come da esempio sopra.

In entrambi i casi i 3 originali della HBL + eventuali copie vanno consegnate al mittente che provvederà alle procedure necessarie per ottenere il pagamento tramite banca. Questo è il caso in periodo normale: a luglio e a dicembre di ogni anno (la cosiddetta peak season), gli spedizionieri devono anche occuparsi di spedire per conto del cliente la documentazione e le HBL direttamente alle banche.

E anche quest’anno …

Aspettando il 2019 …

Qualcuno si aspetterà un bilancio sull’anno che volge al termine, ma non sarà così (anche perché non è cambiato niente rispetto al 2017, a parte l’età e gli acciacchi).

E appunto volevo dire che … anche quest’anno le mie giornate lavorative da neo-traduttrice freelance sono rimaste le stesse.

Anche se può sembrare banale, per prima cosa accendo il computer (ah ah che simpatica!) e poi, connessione permettendo, mi dirigo sulle due piattaforme per traduttori Proz.com e TranslatorsCafé. Quindi un’occhiata alle visualizzazioni del profilo, che se non altro serve ad aumentare l’autostima (forse!), e poi alla compilazione del sondaggio rapido con relativo forum proposto dalla community per sapere cosa fanno gli altri e avere un parametro di confronto. Insomma la macchinetta del caffè virtuale per chi lavora in solitario!

Infine vado a guardare e mi soffermo un bel po’ sulla sezione dell’assistenza reciproca, tra colleghi e non, con la traduzione o spiegazione di termini o brevi frasi. Preferisco cimentarmi con la combinazione tedesco-italiano, ma certamente non mi dispiace anche quella inglese-italiano. Per il francese c’è poco purtroppo.

Per complicarmi la vita vado a cercare le richieste che ancora non hanno avuto risposte, un po’ per non farmi influenzare e anche, a volte, per non essere criticata. Fai del bene e scordatelo, ma i punti, se ho ragione, li voglio grazie!

Se nessuno ha risposto, vuol dire che nessuno c’ha capito dentro niente, o perché l’argomento è troppo ostico o il contesto è insufficiente per cimentarsi nella ricerca. Insomma se il gioco non vale la candela io partecipo! Bella trovata Elena, così non solo spiani la strada alle altre risposte, ma rischi anche di farti fregare i punti, perché sicuramente qualcun’altro dà una traduzione più adeguata o più raffinata della tua che viene poi accettata.

Ma sì fa niente, anche se mi sono divorata tutti i giga su internet e ci ho perso delle ore per rintracciare il traducente in Italiano, l’importante è la soddisfazione di averlo finalmente trovato! Il bello è proprio quando cerchi in rete e non trovi niente che corrisponda all’italiano e allora passi da una traduzione di una lingua ad un’altra e poi ad un’altra finché non arrivi all’italiano. Il tedesco è appunto una di quelle lingue che con le sue parole composte “a trenino” ti costringe a shakerare il cervello prima di arrivare ad una soluzione.

Questo è uno di quei casi (patologici) con la mia risposta:

abfallwirtschafts(bau)rechtliche Genehmigung

autorizzazione ai sensi delle norme vigenti in materia di gestione rifiuti e macerie

Spiegazione:
ci provo con un’idea costruita pezzo per pezzo…e guarda te che con 2 parole i tedeschi ti tengono un discorso 🙂

Siccome poi sono anche testarda, finché non lo trovo vado avanti come le Sturmtruppen.

Okay, ora lascio le piattaforme e vado a fare un po’ di marketing, ma questo ve lo racconto un’altra volta!

I 7 comandamenti del traduttore — Ah, sei un traduttore… Ma quindi che lavoro fai?

1. “Non farai mai errori di ortografia” Per qualunque traduttore, il fatto di sbagliare anche solo un apostrofo è motivo di enorme vergogna. Il che lo porta irrimediabilmente a essere iper-correttivo anche nei confronti dei non addetti ai lavori! Perdonateci… 2. “Tradurrai sempre e solo verso la tua lingua madre” Ahimè, il comandamento meno facile […]

via I 7 comandamenti del traduttore — Ah, sei un traduttore… Ma quindi che lavoro fai?

Guardiamoci un film

Lo stagista inaspettato 🔝 (un film di Nancy Meyers, 2015)

Ben e Jules, due personaggi agli antipodi generazionali in una New York dei nostri giorni.

Vicina al tema delle relazioni umane, Nancy Meyers mette in scena una commedia vivace, interpretata da Robert De Niro e Anne Hathaway, una coppia che fa stile ed eleganza ad Hollywood.

Ben Whittaker, un po’ annoiato dalla vita da pensionato, decide di partecipare alla selezione per uno stage insolitamente dedicato ai senior, indetto da una start-up di moda dai rapidi successi. Qui incontra Jules Ostin, la giovane creatrice del sito e-commerce e anche suo nuovo capo.

Una società capovolta insomma, gavetta da giovani e pure da anziani!

Che cosa può fare un settantenne come Ben, che ha perso la moglie da poco e si diletta a trascorrere le sue giornate tra lezioni di Tai Chi Chuan e funerali? D’altra parte anche Jules, con il suo complicato rapporto con la madre, non accetta di buon grado la collaborazione di Ben, già oberata di lavoro, tra vendite e conduzione dell’azienda.

Due momenti si delineano nella trama:

  1. Il primo giorno dello stage di Ben, che eccitato come uno scolaretto non vede l’ora di ricominciare a lavorare, nello stesso edificio dove decenni prima aveva iniziato la sua carriera. Passano le ore ma non succede nulla.
  2. I giorni seguenti Ben non molla e con il suo completo giacca e cravatta si ripresenta in ufficio, ma stavolta deciso a prendere per primo l’iniziativa. Ben si fa proprio ben volere da tutti e proprio grazie alla popolarità tra i giovani colleghi, attirati dalla figura d’uomo d’altri tempi al quale chiedere consiglio, anche Jules si accorge di lui e comincia a dargli fiducia.

Una pellicola da vedere e rivedere perché i buoni sentimenti non vanno mai in pensione!

Arte e curiosità – Pittura – I paesaggi industrializzati di Mary Iverson

Containers – Modern Art

Barbara Picci

Mary Iverson Mary Iverson

I miei dipinti sono astrazioni colorate che scaturiscono dal tema del terminal di spedizione industriale. Le tele presentano accumuli di massa di container e gru per container in varie prospettive. Il mio lavoro utilizza una rete di linee prospettiche di ricerca e livelli di piani, piani colorati e rettangoli interconnessi che suggeriscono sia lo spazio profondo che la superficie piatta.

Mary IversonAmbiente e globalizzazione si incontrano e scontrano nel lavoro dell’artista di Seattle Mary Iverson. Le sue opere partono da fotografie di paesaggi naturali raccolte nei suoi numerosi viaggi nei parchi statunitensi. Su di esse Mary Iverson interseca delle architetture pittoriche che riprendono il tema dell’industria e che si sovrappongono ai paesaggi dando loro movimento e colore. Si tratta di linee prospettiche e griglie geometriche ad angolo retto che si intersecano con scenari da cui scaturisce pace e tranquillità.
L’artista in questo modo intende indagare la

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Web marketing-contenuti a piccole dosi

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landscapelena.wordpress.com

Finalmente aria fresca e frizzante in arrivo dopo tanto, tanto caldo!

Sfruttiamo allora il vento autunnale per dare una bella rinfrescata ai nostri blog, professionali e non.

Le idee nuove non sono sempre lì a portata di mano, però rispolverando i vecchi post, dando risalto a quelli più visitati e riproponendoli sotto forma di video o di presentazione infografica, si accresce in sostanza la visibilità nei social network e nei motori di ricerca.

Per i blog di tipo professionale, vuoi che si tratti di traduzioni o di altri settori, la visibilità ha un senso se quanto ci si aspetta da un post/articolo abbia poi possibilmente un riscontro economico.

Con queste prospettive un piccolo accorgimento per valorizzarne i contenuti è quello d’individuare i post di maggior successo e aggiornarli con regolarità, magari tagliando qua e là riferimenti a link non più attivi o troppo datati e sostituirli con altri più al passo con le innovazioni del settore.

A chi può interessare quello che scriviamo? Certo individuare un pubblico mirato e interessato non è facile, al di là di chi s’iscrive per ricevere le newsletter.

La strategia del “tutto fa brodo” potrebbe anche funzionare, ma chi gode già di una buona reputazione fra i lettori e i potenziali clienti e si fa promotore del nostro lavoro, questo è di gran lunga il metodo migliore.

Ringrazio Corinne McKay per i suoi utili suggerimenti da cui ho preso spunto.

http://www.thoughtsontranslation.com/2017/09/08/content-marketing-for-freelancers/

Nine months later … 

Non è bello che un blog venga così trascurato dalla blogghista, ops blogger, ma così è col blocco dello scrittore (maiuscolo nel mio caso)! Di mezzo a questo scritto ci sono appunto 9 mesi e vediamo ora cosa salta fuori. Direi per iniziare “Salve a tutti e ben ritrovati”! Sapere che qualcuno legge quello che scrivi un po’ inibisce ma neanche tanto se si ha voglia di farlo. A questo punto dell’anno, periodo di bilanci fiscali, eccomi a fare i conti con ambienti nuovi e nuove prospettive. Cambio di casa o forse no, cambio di lavoro o forse no, cambio d’aria sicuramente sì, ci vuole. Vedo che mi son già persa …. Allora “caro blog” non ti ho trascurato in effetti perché tutti i giorni, e più volte al giorno anche, controllo su WordPress le mie statistiche (che vanesia) e sono piuttosto contenta delle visite (in media 80 al mese) a parte il fatto che nessuno commenta: il visitatore avrà letto oppure no?

Eppure mi sono studiata abbastanza bene le tecniche per scrivere in modo da essere catturata dal SEO (il selezionatore del web): articoli brevi, titoli con “1,2,3 suggerimenti per”, ripetizioni della parola chiave all’interno del testo, immagine…forse mi manca il video.

E già siamo a 200 parole!

L’articolo più letto è “Carrier o merchant?”, sicuramente visitato dai miei ex-colleghi spedizionieri in preda ad un dubbio amletico. In effetti su Google con quel tipo di ricerca sono al terzo posto in prima pagina. Ma chi vuoi che faccia una domanda del genere a Google? Solo loro.

Ma quindi perché sono tornata a scrivere? Sarà stata l’influenza del nuovo lavoro in una società di web marketing a stimolare il neurone: sono solo addetta al telemarketing ma nel frattempo assorbo tutti i discorsi dei blogger, degli informatici e dei creativi all’opera!

Grazie e alla prossima volta! Ah … se avete commenti o suggerimenti non siate timidi

Containers / La responsabilità del carrier

Grazie all’interesse dei lettori per il mio articolo “Carrier o Merchant?” vorrei proseguire su questa scia, approfondendo però l’aspetto della responsabilità vettoriale del carrier.

Partiamo dalla polizza di carico (Bill of Lading), che oltre ad essere, come sappiamo, un titolo di credito, costituisce un vero e proprio contratto che regolamenta l’intera esecuzione del trasporto, stabilendone limiti e responsabilità.

Esistono nella pratica due tipi di polizze di carico: Master e House.

Master B/Lading = polizza di carico emessa e sottoscritta dalla Compagnia di Navigazione rilasciata ad uno spedizioniere in relazione ad una o più spedizioni imbarcate sulla stessa nave dal porto d’imbarco fino a quello di destinazione e per ognuna delle quali lo spedizioniere dovrà emettere una propria sottopolizza detta House.

House B/Lading = polizza di carico emessa e sottoscritta dallo spedizioniere in qualità di vettore marittimo.

I termini e le condizioni contrattuali stampate a tergo delle due differenti polizze possono anche non coincidere, il che comporterebbe in caso di controversia, al verificarsi di eventi eccezionali, delle complicazioni legali non indifferenti.

Soffermiamoci su questi termini e condizioni di polizza, stampati a caratteri lillipuziani dietro alle polizze di carico.

Chi fa questo lavoro il tempo di leggerle sicuramente non ce l’ha, ma quando succede qualcosa, in caso di giudizio, è lì che tutti vanno a guardare, perché è lì quello che conta ai fini legali.

Armiamoci quindi di una bella lente d’ingrandimento e andiamo a cercarci i limiti e le esclusioni della responsabilità contrattuale del carrier, clausola 2.2.1.a… etc., sicuramente posizionata a metà della seconda colonna quando ormai ci si è già stancati di cercarla.

Lasciando da parte le esclusioni, vediamo i limiti da applicare per calcolare la responsabilità economica del vettore marittimo.

Ad oggi valgono, come in passato, due tipi di limite con applicazione di quello che genera l’importo maggiore tra i due:  2 DSP (Diritti Speciali di Prelievo) al kg. lordo di merce perduta o avariata oppure 666,67 DSP per “package” o “unit”, ossia un collo individuale (il container si considera un package) e “unit” è l’unità di nolo (es. un metro lineare di rotabili).
(vedi Le Assicurazioni Trasporti)

DSP = I Diritti speciali di prelievo sono un particolare tipo di valuta. Si tratta dell’unità di conto del Fondo monetario internazionale il cui valore è ricavato da un paniere di valute nazionali.

In caso di danno quali sarebbero le conseguenze di chi spedisce se non dovesse assicurare il carico “ad valorem”? In caso di merce leggera, ma con valore elevato, l’avente diritto al risarcimento otterrebbe una somma quasi inesistente. Al contrario, per la merce pesante il problema non sussisterebbe!

Servizi accessori al trasporto, ma non per questo meno importanti, saranno l’argomento del prossimo articolo!

FREE ENGLISH VERSION:

Following up “Carrier or Merchant?”article let’s move on this way by focusing on carrier’s liability.

Bill of Lading it’s the right tool to analyze limits and liabilities as important parts of the transport contract.

There are two different types of Bill of Lading: Master and House Bill of Lading.

Master B/Lading = the term used for the B/L issued by a shipping company to a freight forwarder for all of the goods covered by one or more House B/Ls on the one ship going from one loading port to one destination port. **

House B/Lading = a bill of lading issued by a freight forwarder acting as a carrier.**

The terms and conditions of the contract may well be different to the terms and conditions contained on the shipping company’s B/L, which can in extraordinary circumstances lead to legal complications should a dispute arise.**

Terms and conditions are printed back side of Bill of Lading (but small characters are not very clear! Aren’t they?).

Be aware of that! Taking legal actions these clauses contained in the contractual text are very important!

Let’s spend a few minutes to find out which limits must be applied to shipping line’s liability in case of damage, occurred during the maritime transportation.

Nowadays limit calculations are two, as in the past times, by applying the higher between the two: 2 SDR (Special Draw Right) each kilos of damaged goods or 666,67 SDR per package or unit.

SDR = Special Draw Rights is the currency determined by IMF by summing the values of a basket of major national currencies.

What shippers can do to obtain the adequate refund in case of damage or loss? They should insure shipping cargo “ad valorem”: by shipping higher value but light-weighting cargo could be a big problem if not correctly insured.

Next time we are going to talk about different types of insurance coverage and additional transport related services.

** (Shipping Terminology by Shipping College)

Kennen Sie den? Due battute con Tünnes e Schäl

Oggi mi è capitato tra le mani un fascicolo del corso di tedesco Top Level della “De Agostini”.

A dire il vero tutte le sezioni sono interessanti dalla Konversation con i testi tratti dai film, alla Deutsch im Beruf con i dialoghi utili per l’ufficio e anche alla Lesestück, angolino per approfondire la letteratura tedesca.

Non può certo mancare la sezione leggera, diciamo così! Eccone uno stralcio con i due personaggi dell’umorismo renano Tünnes e Schäl (un po’ i nostri Gianni e Pinotto) alle prese con la confusione tra sogno e realtà.

Tünnes hat den Schäl längere Zeit nicht gesehen. Er trifft ihn in Köln auf dem Domplatz, und die beiden begrüssen sich freundschaftlich. 

Tünnes erzählt dem Schäl, dass er oft von ihm träumt.

“So”, sagt der Schäl, “was träumst du denn von mir?” Tünnes denkt nach und sagt:

“Letzte Nacht habe ich geträumt, du hättest mir hundert Mark geschenkt!”.

Jetzt überlegt der Schäl einen Augenblick, dann sagt er: “Das ist ja viel Geld, aber du darfst es behalten.”

Una mia breve interpretazione:

Tünnes e Schäl s’incontrano a Colonia davanti al Duomo e non vedendosi da un bel po’ di tempo si fermano a chiacchierare.

Tünnes racconta a Schäl di fare spesso sogni su di lui: “La notte scorsa per esempio ho sognato che mi regalavi 100 marchi (o euro)”.

Schäl allora, dopo averci riflettuto un attimo, gli risponde: “Sono tanti però….ma te li puoi tenere!”

Buona giornata a tutti 😉