Kennen Sie den? Due battute con Tünnes e Schäl

Oggi mi è capitato tra le mani un fascicolo del corso di tedesco Top Level della “De Agostini”.

A dire il vero tutte le sezioni sono interessanti dalla Konversation con i testi tratti dai film, alla Deutsch im Beruf con i dialoghi utili per l’ufficio e anche alla Lesestück, angolino per approfondire la letteratura tedesca.

Non può certo mancare la sezione leggera, diciamo così! Eccone uno stralcio con i due personaggi dell’umorismo renano Tünnes e Schäl (un po’ i nostri Gianni e Pinotto) alle prese con la confusione tra sogno e realtà.

Tünnes hat den Schäl längere Zeit nicht gesehen. Er trifft ihn in Köln auf dem Domplatz, und die beiden begrüssen sich freundschaftlich. 

Tünnes erzählt dem Schäl, dass er oft von ihm träumt.

“So”, sagt der Schäl, “was träumst du denn von mir?” Tünnes denkt nach und sagt:

“Letzte Nacht habe ich geträumt, du hättest mir hundert Mark geschenkt!”.

Jetzt überlegt der Schäl einen Augenblick, dann sagt er: “Das ist ja viel Geld, aber du darfst es behalten.”

Una mia breve interpretazione:

Tünnes e Schäl s’incontrano a Colonia davanti al Duomo e non vedendosi da un bel po’ di tempo si fermano a chiacchierare.

Tünnes racconta a Schäl di fare spesso sogni su di lui: “La notte scorsa per esempio ho sognato che mi regalavi 100 marchi (o euro)”.

Schäl allora, dopo averci riflettuto un attimo, gli risponde: “Sono tanti però….ma te li puoi tenere!”

Buona giornata a tutti 😉

Annunci

Social coffee

Cosa ci manca ad un certo punto della giornata? Un bel caffè con la carica giusta! Di solito le 10.45 sono l’orario perfetto per scambiare due chiacchiere con i colleghi d’ufficio e magari lasciar perdere per un attimo quelle questioni che al momento ci sembrano irrisolvibili, ma che dopo il caffè si risolvono quasi da sole! L’esperienza insegna che per godersi questo benedetto coffee time bisogna essere in due o tre o anche da soli, a seconda dell’esigenza, ma mai col capo! Uno il caffè va di traverso e due la pausa è dimezzata!
image

Per chi invece lavora da casa, il coffee time slitta al dopo pranzo o giù di lì, almeno per quel che mi riguarda. Ore 14.00: salgo due piani e la mia amica è già lì che mi aspetta con la tazzina fumante adagiata sul piattino (n.d.r.: il piattino sta a significare che le sto simpatica!).

Via discorrendo di film, moda e di tutto un po’ la mezz’oretta passa e si ritorna alle proprie faccende.

Ben lontano i nostri argomenti da quelli dei Caffè letterari dove Madame de Staël e gli altri intellettuali dell’epoca si ritrovavano, ma di certo il gusto delle nostre conversazioni e delle loro è accomunato dalle note aromatiche del caffè, che come allora crea un’atmosfera accogliente e conviviale.

 

 

Carrier o merchant? Significato e differenza

Il primo dubbio amletico dello spedizioniere prima di prenotare un container è proprio questo!

Vuoi che la quotazione fatta al cliente è troppo bassa (e di solito è così altrimenti il carico l’avrebbe sicuramente predisposto l’altro spedizioniere), vuoi che sei nella peak season e non si trova un camion libero, vuoi altri fattori sempre favorevoli a complicarti la vita, ti trovi a chiederti: “Ma lo prenoto in carrier o in merchant?”.

CARRIER HAULAGE*      : Trasporto terrestre a cura del vettore marittimo.

MERCHANT HAULAGE* : Trasporto terrestre di contenitore a cura e spese del caricatore.

Dal punto di vista economico il secondo tipo di trasporto è più conveniente anche se in situazioni particolari si tende a scegliere il primo benché risulti più costoso (non in tutti i casi però, come qualcuno mi ha giustamente fatto notare).

Generalmente si procede con la prenotazione in carrier quando la richiesta di posizionamento (invio del container al luogo di carico previsto) è urgente e non si ha il tempo materiale per organizzare diversamente o il giorno del carico è l’ultimo utile prima della chiusura nave.

In questo modo la responsabilità dell’eventuale ritardo del container nell’entrata in porto e la conseguente perdita dell’imbarco rimane a carico del carrier (vettore o agente marittimo), anche se in ogni caso le lamentele se le prende sempre lo spedizioniere!

La procedura è quindi abbastanza semplice: si prenota alla compagnia marittima lo spazio nave per tot. containers (20 o 40 box che siano) specificando appunto posizionamento in carrier (ovviamente dopo aver concordato la tariffa del trasporto terrestre che in realtà è da intendersi da”terminal a terminal” intermodale).

Successivamente la compagnia marittima invia allo spedizioniere una conferma booking dove vengono riportati sia i dati del posizionamento sia i dati relativi all’imbarco (data partenza nave, data prevista d’arrivo, porto d’imbarco, porto di sbarco etc.).

E qui, se tutto fila liscio, si conclude momentaneamente il compito dello spedizioniere.

Simile ma più laborioso l’iter se si opta per il merchant (a cura del caricatore che può essere sia il cliente sia lo spedizioniere).

Per alcuni traffici particolari con resa FOB (franco a bordo) sono i clienti stessi, diciamo, che si organizzano da soli il trasporto terrestre, agevolati da tariffe ridotte che nemmeno gli spedizionieri si sognerebbero di spuntare! Ma non chiediamoci come.

Lo spedizioniere qui fa semplicemente da tramite con la compagnia marittima e dopo aver ricevuto la conferma e il numero di booking, lo trasmette al cliente, indicando in aggiunta il nome del terminal per il ritiro del contenitore vuoto e il terminal per il rientro del pieno.

Ma…tornando a bomba alla quotazione bassa, dove lo spedizioniere si deve arrabbattare a contenere i costi per riuscire a recuperare un minimo di profit, non resta alternativa che decidersi per il merchant.

Se si tratta di un 40 box gli va anche bene, relativamente parlando, perché il camion con 12m di pianale ne può portare uno solo, ma se è un 20 box il prezzo che il trasportatore gli applica potrebbe non essere così conveniente a meno che lo stesso non abbia la possibilità di poter usufruire di un’abbinata (vedi sezione “Parola del giorno”).

E allora via alle telefonate per trovare un camion libero, affidabile e soprattutto conveniente! Una volta trovato, vai con le segnalazioni booking al trasportatore con copia per conoscenza al transitario doganale in porto e poi..incrociamo le dita!

Il giorno del posizionamento arriva il container presso il cliente (raramente all’orario concordato) e da lì, una volta completato il carico, viene instradato al terminal per l’inoltro via ferrovia fino al porto d’imbarco.

Una volta che parte la nave allo spedizioniere non resta altro che attendere la conferma del “tutto a bordo” e vi posso assicurare che non è poco!

*(Fonte: www.giuriatofortuna.it

 

 

For English speakers see also “Containers / La responsabilità del Carrier”

Following up “Carrier or Merchant?”article let’s move on this way by focusing on carrier’s liability.

 

Nei panni di una mistery client

Tutti almeno una volta potrebbero provare a fare qualcosa fuori dal proprio ordinario senza sapere per filo e per segno come muoversi. No?

Si comincia e poi strada facendo si apprende il resto.

Così ho fatto io lo scorso mese di febbraio in occasione della fiera settoriale delle calzature.

A dirla tutta era già un progettino del “uno di questi giorni lo farò”, ma mai messo in atto fino ad ora. Mi è capitata l’occasione e l’ho presa al volo!

Eravamo un gruppetto eterogeneo di potenziali clienti “senza portafoglio” in visita ad uno stand, con il compito di scegliere una decina di modelli di scarpe da donna in base alla nostro gusto, decidendone anche il prezzo.

La guida, la chiamerei così perché sembravamo proprio un gruppo di turisti, ci aveva spiegato brevemente come si sarebbe svolta l’indagine, divisa tra la mattinata e il primo pomeriggio.

“Sentitevi dei veri e propri clienti – ci aveva detto – scegliete con tutta calma, nessuno vi starà col fiato sul collo e potrete usufruire anche del nostro buffet!”

Dopo la compilazione di un breve questionario per identificare un po’ il nostro profilo si dava il via allo shopping osservando, toccando le scarpe, provandole, per chi aveva il 37, indicando infine il numero dell’articolo e il prezzo che saremmo stati disposti a pagare per l’acquisto.

Conclusa la prima parte allo stand, avevamo la possibilità di visitare la fiera, anche se 4 padiglioni da vedere solo di scarpe, ma anche di borse cinture e accessori erano un po’ troppo, almeno per me.

Dopo la pausa quindi, e un giretto negli altri stand passando dai modelli lunari dell’urban style alle sfavillanti scarpette del luxury, ero ritornata al punto di partenza per il secondo questionario, esattamente uguale al primo.

L’intenzione era quella di proseguire la visita della fiera al termine dell’indagine, ma i miei piedi ormai non ne volevano più sapere: magari un’altra volta aMICA Mia!

Repetita iuvant

Oggi, domenica piovosa con tentativo nevoso, ci si predispone volentieri a schiacciare un pisolino o a degustare una bella cioccolata calda. Vada per la cioccolata prima e poi per le due righe sul blog, che credo stia facendo ormai le ragnatele!

Ripercorrendo la settimana appena trascorsa ricordo di essermi soffermata a pensare come “le cose ripetute aiutino”.

Lo spunto mi è arrivato con il “consiglio della settimana” di Art, l’uomo, come lo chiamo io, del “Just place the call” (E falla una telefonata!). In ogni sua newsletter sulle strategie di vendita questo video-suggerimento non manca mai.

Nell’ultima che ho ricevuto c’era un accenno ai discorsi dei politici americani:

          Repetition provides that.

  • Hearing something repeatedly creates familiarity.
  • Familiarity turns into agreement and likability.
  • Hearing something repeated that we mildly agree with creates stronger agreement and comfort.

Il discorso potrebbe anche valere nel sentirsi a proprio agio e familiarizzare con l’apprendimento di una lingua straniera.

In particolare per la lingua tedesca, con una struttura grammaticale così rigida, lo studio si prospetterebbe come un vero e proprio mattone, a meno che proprio non la si ami già in partenza.

Nel web si trova una varietà di metodi alternativi e tra questi, per chi vuole cominciare, potrei consigliare http://www.101languages.net Easy German Video.

Sono mini corsi strutturati in forma di intervista ai passanti nelle strade di Berlino, dove viene posta sempre la stessa domanda ma a persone diverse.

I reporter, per così dire, sono studenti stranieri che stanno imparando a loro volta la lingua e si esercitano in questo modo sia a parlarla sia ad ascoltarla, ma in modo divertente.

Translation Day 2015 – Usciamo dal guscio!

Come ogni anno eccoci all’appuntamento di fine settembre con la Giornata dei traduttori e degli interpreti organizzata sul sito Proz.com. Non manco mai, un coinvolgimento totale tra video, presentazioni, chat che, anche se ingrano lentamente, mi permettono di entrare in contatto con chi condivide le mie stesse passioni.

Non ho molte occasioni di conoscere vis-à-vis altri traduttori e, aldilà della mia famiglia e degli amici, che ormai convivono con la mia “malattia” per le lingue, tutti gli altri mi vedono come un’aliena quando dico che mi piace tradurre.

Di solito sono una persona timida, tuttavia in eventi multimediali di questo tipo cerco di non trattenermi e così qualche saluto con faccina lo sparo anch’io, mentre assisto al ping pong dei colleghi che entrano e escono dalla chat.

Preferisco in effetti seguire le presentazioni su argomenti che riguardano la gestione dei clienti (nel mio caso come trovarne uno sarebbe sufficiente), sulla figura del traduttore-imprenditore e sulle strategie di marketing, che tanto mi piacciono ma che poco pratico.

E….come ogni anno, mi ripeto la stessa solfa: “Da domani allora parto con un piano d’attacco”.

Beh dai, lasciatemi almeno una settimana! 🙂

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 690 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 12 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Imparo le lingue a modo mio

 

Un corso a fascicoli acquistato in edicola negli anni Settanta è stato il mio primo insegnante di tedesco…ancora con i dischi a 45 giri che si incantavano tutte le volte a forza di mandarli avanti e indietro per capire la pronuncia.

Non so come ho fatto da sola a 8 anni ad imparare la grammatica, tant’è vero che se dovessi studiarla oggi mi troverei davvero in difficoltà.

Sono trascorsi ormai i tempi degli “amici di penna” pluriennali per  avere dei contatti diretti con i madrelingua o d’estate al mare sulla Riviera Romagnola.

Adesso c’è la chat, ma gli amici durano poco e poi non è la stessa cosa come l’attesa di una lettera.

Ben vengano in ogni caso le nuove app, zip, gulp eccetera. Ci sono delle piattaforme  che uso anch’io per tenermi aggiornata come Duolingo e Busuu, tuttavia i libri, i dizionari e le riviste bilingue li tengo ancora nell’armadio. Non si sa mai!

Trovo utile Duolingo per l’inglese (americano), perché mi permette di rispolverare vecchi esercizi e tenermi al passo con le traduzioni. In effetti il sito è gratuito ma in cambio viene richiesta la traduzione di testi che, dopo essere stati controllati dalla comunità, vengono pubblicati sul web come qualsiasi altro articolo di giornale o, nel caso di Amazon, come inserzioni pubblicitarie.

Per il tedesco utilizzo Busuu, in parte gratuito. Qui gli esercizi sono corretti dalla comunità invece che dal sistema computerizzato (Duolingo) e a dire il vero lo preferisco. Si possono contattare i madrelingua via chat e, se si ha fortuna, qualcuno che ha la pazienza di motivare gli errori ancora si trova.

Il Canale di Panama festeggia i suoi 100 anni

Il 15 agosto 2014 il Canale di Panama compirà 100 anni.

Il 15 agosto 1914 la prima nave attraversò il canale  dal Pacifico all’Atlantico senza doppiare Capo Horn.

Opera d’ingegneria che ha rivoluzionato il mondo dei trasporti marittimi e che nel 2015 raggiungerà l’apice dell’imponenza mondiale con l’ampliamento attualmente in corso.

Le cifre parlano da sole su quello che è il canale oggi e su quello che diventerà: oltre 1 milione di navi lo hanno attraversato dall’apertura muovendosi per 80 km in sole 8 ore; 2 miliardi di dollari all’anno che fruttano a Panama; 5 miliardi di dollari per l’ampliamento che consentirà di far passare oltre 4 milioni di tonnellate di merce all’anno.

Con un sistema di grandi chiuse, che diventeranno  36, le navi passano da un livello all’altro grazie alle acque del lago artificiale Gatun, alimentato dal fiume Chagres e dalle copiose piogge che si riversano sulla zona.

Certo 400.000 dollari per una nave per attraversare il canale non sono pochi, ma almeno 15 giorni in più di navigazione sono risparmiati.

Dietro una somma così ingente si celano grosse responsabilità di chi si adopera per il buon funzionamento delle operazioni, pena la restituzione della prenotazione.

Monitorare un traffico di 50 navi mercantili al giorno non è davvero facile, pur alternando momenti di inattività a momenti di panico totale. Un sistema GPS consente di seguire passo passo i movimenti delle navi: le informazioni in tempo reale non servono solo ai controllori ma anche ai piloti, agli addetti alle chiuse e ai rimorchiatori.

Non sempre tutto fila liscio: qualche nave in avaria c’è sempre o una paratia che va riparata prima dell’arrivo della nave successiva. Ma la squadra è pronta a tutto.

Lo erano anche gli 8.000 operai provenienti da tutto il mondo, che lavorarono per 30 anni alla costruzione del canale: solo le malattie tropicali se ne portarono via 3.000.

Il loro contributo al successo ingegneristico del secolo non va dimenticato!