Repetita iuvant

Oggi, domenica piovosa con tentativo nevoso, ci si predispone volentieri a schiacciare un pisolino o a degustare una bella cioccolata calda. Vada per la cioccolata prima e poi per le due righe sul blog, che credo stia facendo ormai le ragnatele!

Ripercorrendo la settimana appena trascorsa ricordo di essermi soffermata a pensare come “le cose ripetute aiutino”.

Lo spunto mi è arrivato con il “consiglio della settimana” di Art, l’uomo, come lo chiamo io, del “Just place the call” (E falla una telefonata!). In ogni sua newsletter sulle strategie di vendita questo video-suggerimento non manca mai.

Nell’ultima che ho ricevuto c’era un accenno ai discorsi dei politici americani:

          Repetition provides that.

  • Hearing something repeatedly creates familiarity.
  • Familiarity turns into agreement and likability.
  • Hearing something repeated that we mildly agree with creates stronger agreement and comfort.

Il discorso potrebbe anche valere nel sentirsi a proprio agio e familiarizzare con l’apprendimento di una lingua straniera.

In particolare per la lingua tedesca, con una struttura grammaticale così rigida, lo studio si prospetterebbe come un vero e proprio mattone, a meno che proprio non la si ami già in partenza.

Nel web si trova una varietà di metodi alternativi e tra questi, per chi vuole cominciare, potrei consigliare http://www.101languages.net Easy German Video.

Sono mini corsi strutturati in forma di intervista ai passanti nelle strade di Berlino, dove viene posta sempre la stessa domanda ma a persone diverse.

I reporter, per così dire, sono studenti stranieri che stanno imparando a loro volta la lingua e si esercitano in questo modo sia a parlarla sia ad ascoltarla, ma in modo divertente.

Translation Day 2015 – Usciamo dal guscio!

Come ogni anno eccoci all’appuntamento di fine settembre con la Giornata dei traduttori e degli interpreti organizzata sul sito Proz.com. Non manco mai, un coinvolgimento totale tra video, presentazioni, chat che, anche se ingrano lentamente, mi permettono di entrare in contatto con chi condivide le mie stesse passioni.

Non ho molte occasioni di conoscere vis-à-vis altri traduttori e, aldilà della mia famiglia e degli amici, che ormai convivono con la mia “malattia” per le lingue, tutti gli altri mi vedono come un’aliena quando dico che mi piace tradurre.

Di solito sono una persona timida, tuttavia in eventi multimediali di questo tipo cerco di non trattenermi e così qualche saluto con faccina lo sparo anch’io, mentre assisto al ping pong dei colleghi che entrano e escono dalla chat.

Preferisco in effetti seguire le presentazioni su argomenti che riguardano la gestione dei clienti (nel mio caso come trovarne uno sarebbe sufficiente), sulla figura del traduttore-imprenditore e sulle strategie di marketing, che tanto mi piacciono ma che poco pratico.

E….come ogni anno, mi ripeto la stessa solfa: “Da domani allora parto con un piano d’attacco”.

Beh dai, lasciatemi almeno una settimana! 🙂

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 690 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 12 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Imparo le lingue a modo mio

 

Un corso a fascicoli acquistato in edicola negli anni Settanta è stato il mio primo insegnante di tedesco…ancora con i dischi a 45 giri che si incantavano tutte le volte a forza di mandarli avanti e indietro per capire la pronuncia.

Non so come ho fatto da sola a 8 anni ad imparare la grammatica, tant’è vero che se dovessi studiarla oggi mi troverei davvero in difficoltà.

Sono trascorsi ormai i tempi degli “amici di penna” pluriennali per  avere dei contatti diretti con i madrelingua o d’estate al mare sulla Riviera Romagnola.

Adesso c’è la chat, ma gli amici durano poco e poi non è la stessa cosa come l’attesa di una lettera.

Ben vengano in ogni caso le nuove app, zip, gulp eccetera. Ci sono delle piattaforme  che uso anch’io per tenermi aggiornata come Duolingo e Busuu, tuttavia i libri, i dizionari e le riviste bilingue li tengo ancora nell’armadio. Non si sa mai!

Trovo utile Duolingo per l’inglese (americano), perché mi permette di rispolverare vecchi esercizi e tenermi al passo con le traduzioni. In effetti il sito è gratuito ma in cambio viene richiesta la traduzione di testi che, dopo essere stati controllati dalla comunità, vengono pubblicati sul web come qualsiasi altro articolo di giornale o, nel caso di Amazon, come inserzioni pubblicitarie.

Per il tedesco utilizzo Busuu, in parte gratuito. Qui gli esercizi sono corretti dalla comunità invece che dal sistema computerizzato (Duolingo) e a dire il vero lo preferisco. Si possono contattare i madrelingua via chat e, se si ha fortuna, qualcuno che ha la pazienza di motivare gli errori ancora si trova.

Il Canale di Panama festeggia i suoi 100 anni

Il 15 agosto 2014 il Canale di Panama compirà 100 anni.

Il 15 agosto 1914 la prima nave attraversò il canale  dal Pacifico all’Atlantico senza doppiare Capo Horn.

Opera d’ingegneria che ha rivoluzionato il mondo dei trasporti marittimi e che nel 2015 raggiungerà l’apice dell’imponenza mondiale con l’ampliamento attualmente in corso.

Le cifre parlano da sole su quello che è il canale oggi e su quello che diventerà: oltre 1 milione di navi lo hanno attraversato dall’apertura muovendosi per 80 km in sole 8 ore; 2 miliardi di dollari all’anno che fruttano a Panama; 5 miliardi di dollari per l’ampliamento che consentirà di far passare oltre 4 milioni di tonnellate di merce all’anno.

Con un sistema di grandi chiuse, che diventeranno  36, le navi passano da un livello all’altro grazie alle acque del lago artificiale Gatun, alimentato dal fiume Chagres e dalle copiose piogge che si riversano sulla zona.

Certo 400.000 dollari per una nave per attraversare il canale non sono pochi, ma almeno 15 giorni in più di navigazione sono risparmiati.

Dietro una somma così ingente si celano grosse responsabilità di chi si adopera per il buon funzionamento delle operazioni, pena la restituzione della prenotazione.

Monitorare un traffico di 50 navi mercantili al giorno non è davvero facile, pur alternando momenti di inattività a momenti di panico totale. Un sistema GPS consente di seguire passo passo i movimenti delle navi: le informazioni in tempo reale non servono solo ai controllori ma anche ai piloti, agli addetti alle chiuse e ai rimorchiatori.

Non sempre tutto fila liscio: qualche nave in avaria c’è sempre o una paratia che va riparata prima dell’arrivo della nave successiva. Ma la squadra è pronta a tutto.

Lo erano anche gli 8.000 operai provenienti da tutto il mondo, che lavorarono per 30 anni alla costruzione del canale: solo le malattie tropicali se ne portarono via 3.000.

Il loro contributo al successo ingegneristico del secolo non va dimenticato!

 

 

Tradurre nei trasporti

 Maersk McKinney

“15-6-13 – Copenaghen. La compagnia di navigazione Maersk Line ha battezzato ieri presso il cantiere sud-coreano di Okpo la più grande nave del mondo, “Mærsk Mc-Kinney Møller”, in onore dello storico presidente del gruppo danese, scomparso nel 2012 a 98 anni. Si tratta della prima unità classe Tripla E, con capacità di carico 18 mila teu (twenty feet equivalent unit, unità di misura dei container). Lunga 400 metri, larga 59, alta 73, sulla nave ci possono stare impilati fino a 19 tiri di container.”

Benvenuti sul mio blog.

Comincio con questo pezzo estratto da Shippingonline.it, il primo portale italiano di informazioni marittime, non solo per fare un salto nel mio passato professionale ma anche per condividere la passione per questo settore che mi accompagna nel presente.

Attualmente, come traduttrice, è proprio il trasporto marittimo il mio principale campo di specializzazione, seguito da quello commerciale e amministrativo.

Per quanto possa sembrare una competenza inusuale per il mondo delle traduzioni, con mia grande sorpresa mi sono resa conto di quanto poco sia conosciuto il linguaggio settoriale delle spedizioni.

E’ anche vero che termini  come ad esempio “merchant haulage” (trasporto terrestre di container a cura  e spese del caricatore/spedizioniere)  o “carrier haulage” (a cura del vettore marittimo) interessano relativamente poco all’azienda che aspetta il mezzo da caricare. In effetti è lo spedizioniere stesso che ne deve conoscere la differenza e in base a vari fattori scegliere l’opzione più opportuna.

Altre volte invece giova sapere come relazionarsi con gli addetti ai lavori per non essere presi troppo per il naso. E’ risaputo ormai che, per puro istinto di sopravvivenza, gli spedizionieri sono tra i migliori racconta frottole del commercio internazionale!

Merita una considerazione anche l’intrecciarsi della terminologia con quella degli altri intermediari del trasporto come gli operatori doganali, gli operatori ai terminals, gli assicuratori della merce e via dicendo. Un bel “mancato appuramento di T1” o una bella “Institute Cargo Clause A” potrebbe forse bastare a mandare in confusione.

E’ superfluo dire che essendo il settore del “movimento”, chi ci lavora dentro di sicuro non si annoia (anche se lo vorrebbe ogni tanto). La pressione è quasi sempre alle stelle, ma basta anche solo un ridicolo nome nave come “Kaga” (esiste non me lo sono inventato) a far partire la risata e allentare la tensione.

Detto ciò il mio primo articolo è concluso e non mi resta altro che “salpare” per il prossimo.

Grazie