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SuperLuna, pensieri fugaci

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Oggi questo vento non mi dà tregua, soffia freddo e vuole a tutti i costi dire la sua, ma non ho voglia di ascoltarlo, tanto sono sempre le solite cose.

Stravaganza, Zimox e Velamox a parte, ovvero gli antibiotici che mi hanno tenuto compagnia negli ultimi mesi, ricordo di aver avuto un analogo comportamento del terzo tipo con la SuperLuna lo scorso febbraio, di cui la foto a lato.

In realtà l’evento in sé e per sé non aveva destato molto il mio interesse, anzi a dirla tutta me n’ero proprio dimenticata. Era stato mio zio a chiamarmi fuori sul balcone per vederla: gigantesca, luminosa, da immortalare. A occhio nudo in effetti mi era parsa più grande, ma comunque, a prescindere dalle dimensioni eccezionali, mi aveva colpito il suo starsene lì in cielo per essere osservata, ammirata, e a sua volta incuriosita dalle nostre facce. In quel momento mi era balenato il pensiero folle di partecipare come a un colloquio, in offerta promozionale, tra noi umani e la Luna.

Che cosa ci siamo detti di preciso non è dato sapere, ma da allora qualcosa è cambiato.

La Luna, quel nostro lato riflessivo, introspettivo che troppe volte mettiamo a tacere e che invece è la forza motrice della nostra esistenza.

Okay vento … parla, ascolterò anche te!