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Kennen Sie den? Due battute con Tünnes e Schäl

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Oggi mi è capitato tra le mani un fascicolo del corso di tedesco Top Level della “De Agostini”.

A dire il vero tutte le sezioni sono interessanti dalla Konversation con i testi tratti dai film, alla Deutsch im Beruf con i dialoghi utili per l’ufficio e anche alla Lesestück, angolino per approfondire la letteratura tedesca.

Non può certo mancare la sezione leggera, diciamo così! Eccone uno stralcio con i due personaggi dell’umorismo renano Tünnes e Schäl (un po’ i nostri Gianni e Pinotto) alle prese con la confusione tra sogno e realtà.

Tünnes hat den Schäl längere Zeit nicht gesehen. Er trifft ihn in Köln auf dem Domplatz, und die beiden begrüssen sich freundschaftlich. 

Tünnes erzählt dem Schäl, dass er oft von ihm träumt.

“So”, sagt der Schäl, “was träumst du denn von mir?” Tünnes denkt nach und sagt:

“Letzte Nacht habe ich geträumt, du hättest mir hundert Mark geschenkt!”.

Jetzt überlegt der Schäl einen Augenblick, dann sagt er: “Das ist ja viel Geld, aber du darfst es behalten.”

Una mia breve interpretazione:

Tünnes e Schäl s’incontrano a Colonia davanti al Duomo e non vedendosi da un bel po’ di tempo si fermano a chiacchierare.

Tünnes racconta a Schäl di fare spesso sogni su di lui: “La notte scorsa per esempio ho sognato che mi regalavi 100 marchi (o euro)”.

Schäl allora, dopo averci riflettuto un attimo, gli risponde: “Sono tanti….ma va bene te li puoi tenere!”

A me fa ridere …. comunque buona giornata a tutti 😉

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Repetita iuvant

Oggi, domenica piovosa con tentativo nevoso, ci si predispone volentieri a schiacciare un pisolino o a degustare una bella cioccolata calda. Vada per la cioccolata prima e poi per le due righe sul blog, che credo stia facendo ormai le ragnatele!

Ripercorrendo la settimana appena trascorsa ricordo di essermi soffermata a pensare come “le cose ripetute aiutino”.

Lo spunto mi è arrivato con il “consiglio della settimana” di Art, l’uomo, come lo chiamo io, del “Just place the call” (E falla una telefonata!). In ogni sua newsletter sulle strategie di vendita questo video-suggerimento non manca mai.

Nell’ultima che ho ricevuto c’era un accenno ai discorsi dei politici americani:

          Repetition provides that.

  • Hearing something repeatedly creates familiarity.
  • Familiarity turns into agreement and likability.
  • Hearing something repeated that we mildly agree with creates stronger agreement and comfort.

Il discorso potrebbe anche valere nel sentirsi a proprio agio e familiarizzare con l’apprendimento di una lingua straniera.

In particolare per la lingua tedesca, con una struttura grammaticale così rigida, lo studio si prospetterebbe come un vero e proprio mattone, a meno che proprio non la si ami già in partenza.

Nel web si trova una varietà di metodi alternativi e tra questi, per chi vuole cominciare, potrei consigliare http://www.101languages.net Easy German Video.

Sono mini corsi strutturati in forma di intervista ai passanti nelle strade di Berlino, dove viene posta sempre la stessa domanda ma a persone diverse.

I reporter, per così dire, sono studenti stranieri che stanno imparando a loro volta la lingua e si esercitano in questo modo sia a parlarla sia ad ascoltarla, ma in modo divertente.

Traduzioni

Imparo le lingue a modo mio

Un corso a fascicoli acquistato in edicola negli anni Settanta è stato il mio primo insegnante di tedesco…ancora con i dischi a 45 giri che si incantavano tutte le volte a forza di mandarli avanti e indietro per capire la pronuncia.

Attrezzi da lavoro

Non so come ho fatto da sola a 8 anni ad imparare la grammatica, tant’è vero che se dovessi studiarla oggi mi troverei davvero in difficoltà.

Sono trascorsi ormai i tempi degli “amici di penna” pluriennali per  avere dei contatti diretti con i madrelingua o d’estate al mare sulla Riviera Romagnola.

Adesso c’è la chat, ma gli amici durano poco e poi non è la stessa cosa come l’attesa di una lettera.

Ben vengano in ogni caso le nuove app, zip, gulp eccetera. Ci sono delle piattaforme che uso anch’io per tenermi aggiornata come Duolingo e Busuu, tuttavia i libri, i dizionari e le riviste bilingue li tengo ancora nell’armadio. Non si sa mai!

Trovo utile Duolingo per l’inglese (americano), perché mi permette di rispolverare vecchi esercizi e tenermi al passo con le traduzioni. In effetti il sito è gratuito ma in cambio viene richiesta la traduzione di testi che, dopo essere stati controllati dalla comunità, vengono pubblicati sul web come qualsiasi altro articolo di giornale o, nel caso di Amazon, come inserzioni pubblicitarie.

Per il tedesco utilizzo Busuu, in parte gratuito. Qui gli esercizi sono corretti dalla comunità invece che dal sistema computerizzato (Duolingo) e a dire il vero lo preferisco. Si possono contattare i madrelingua via chat e, se si ha fortuna, qualcuno che ha la pazienza di motivare gli errori ancora si trova.

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Tradurre nei trasporti

 Maersk McKinney

“15-6-13 – Copenaghen. La compagnia di navigazione Maersk Line ha battezzato ieri presso il cantiere sud-coreano di Okpo la più grande nave del mondo, “Mærsk Mc-Kinney Møller”, in onore dello storico presidente del gruppo danese, scomparso nel 2012 a 98 anni. Si tratta della prima unità classe Tripla E, con capacità di carico 18 mila teu (twenty feet equivalent unit, unità di misura dei container). Lunga 400 metri, larga 59, alta 73, sulla nave ci possono stare impilati fino a 19 tiri di container.”

Benvenuti sul mio blog.

Comincio con questo pezzo estratto da Shippingonline.it, il primo portale italiano di informazioni marittime, non solo per fare un salto nel mio passato professionale ma anche per condividere la passione per questo settore che mi accompagna nel presente.

Attualmente, come traduttrice, è proprio il trasporto marittimo il mio principale campo di specializzazione, seguito da quello commerciale e amministrativo.

Per quanto possa sembrare una competenza inusuale per il mondo delle traduzioni, con mia grande sorpresa mi sono resa conto di quanto poco sia conosciuto il linguaggio settoriale delle spedizioni.

E’ anche vero che termini  come ad esempio “merchant haulage” (trasporto terrestre di container a cura  e spese del caricatore/spedizioniere)  o “carrier haulage” (a cura del vettore marittimo) interessano relativamente poco all’azienda che aspetta il mezzo da caricare. In effetti è lo spedizioniere stesso che ne deve conoscere la differenza e in base a vari fattori scegliere l’opzione più opportuna.

Altre volte invece giova sapere come relazionarsi con gli addetti ai lavori per non essere presi troppo per il naso. E’ risaputo ormai che, per puro istinto di sopravvivenza, gli spedizionieri sono tra i migliori racconta frottole del commercio internazionale!

Merita una considerazione anche l’intrecciarsi della terminologia con quella degli altri intermediari del trasporto come gli operatori doganali, gli operatori ai terminals, gli assicuratori della merce e via dicendo. Un bel “mancato appuramento di T1” o una bella “Institute Cargo Clause A” potrebbe forse bastare a mandare in confusione.

E’ superfluo dire che essendo il settore del “movimento”, chi ci lavora dentro di sicuro non si annoia (anche se lo vorrebbe ogni tanto). La pressione è quasi sempre alle stelle, ma basta anche solo un ridicolo nome nave come “Kaga” (esiste non me lo sono inventato) a far partire la risata e allentare la tensione.

Detto ciò il mio primo articolo è concluso e non mi resta altro che “salpare” per il prossimo.

Grazie