Web marketing-contenuti a piccole dosi

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landscapelena.wordpress.com

Finalmente aria fresca e frizzante in arrivo dopo tanto, tanto caldo!

Sfruttiamo allora il vento autunnale per dare una bella rinfrescata ai nostri blog, professionali e non.

Le idee nuove non sono sempre lì a portata di mano, però rispolverando i vecchi post, dando risalto a quelli più visitati e riproponendoli sotto forma di video o di presentazione infografica, si accresce in sostanza la visibilità nei social network e nei motori di ricerca.

Per i blog di tipo professionale, vuoi che si tratti di traduzioni o di altri settori, la visibilità ha un senso se quanto ci si aspetta da un post/articolo abbia poi possibilmente un riscontro economico.

Con queste prospettive un piccolo accorgimento per valorizzarne i contenuti è quello d’individuare i post di maggior successo e aggiornarli con regolarità, magari tagliando qua e là riferimenti a link non più attivi o troppo datati e sostituirli con altri più al passo con le innovazioni del settore.

A chi può interessare quello che scriviamo? Certo individuare un pubblico mirato e interessato non è facile, al di là di chi s’iscrive per ricevere le newsletter.

La strategia del “tutto fa brodo” potrebbe anche funzionare, ma chi gode già di una buona reputazione fra i lettori e i potenziali clienti e si fa promotore del nostro lavoro, questo è di gran lunga il metodo migliore.

Ringrazio Corinne McKay per i suoi utili suggerimenti da cui ho preso spunto.

http://www.thoughtsontranslation.com/2017/09/08/content-marketing-for-freelancers/

Tradurre nei trasporti

 Maersk McKinney

“15-6-13 – Copenaghen. La compagnia di navigazione Maersk Line ha battezzato ieri presso il cantiere sud-coreano di Okpo la più grande nave del mondo, “Mærsk Mc-Kinney Møller”, in onore dello storico presidente del gruppo danese, scomparso nel 2012 a 98 anni. Si tratta della prima unità classe Tripla E, con capacità di carico 18 mila teu (twenty feet equivalent unit, unità di misura dei container). Lunga 400 metri, larga 59, alta 73, sulla nave ci possono stare impilati fino a 19 tiri di container.”

Benvenuti sul mio blog.

Comincio con questo pezzo estratto da Shippingonline.it, il primo portale italiano di informazioni marittime, non solo per fare un salto nel mio passato professionale ma anche per condividere la passione per questo settore che mi accompagna nel presente.

Attualmente, come traduttrice, è proprio il trasporto marittimo il mio principale campo di specializzazione, seguito da quello commerciale e amministrativo.

Per quanto possa sembrare una competenza inusuale per il mondo delle traduzioni, con mia grande sorpresa mi sono resa conto di quanto poco sia conosciuto il linguaggio settoriale delle spedizioni.

E’ anche vero che termini  come ad esempio “merchant haulage” (trasporto terrestre di container a cura  e spese del caricatore/spedizioniere)  o “carrier haulage” (a cura del vettore marittimo) interessano relativamente poco all’azienda che aspetta il mezzo da caricare. In effetti è lo spedizioniere stesso che ne deve conoscere la differenza e in base a vari fattori scegliere l’opzione più opportuna.

Altre volte invece giova sapere come relazionarsi con gli addetti ai lavori per non essere presi troppo per il naso. E’ risaputo ormai che, per puro istinto di sopravvivenza, gli spedizionieri sono tra i migliori racconta frottole del commercio internazionale!

Merita una considerazione anche l’intrecciarsi della terminologia con quella degli altri intermediari del trasporto come gli operatori doganali, gli operatori ai terminals, gli assicuratori della merce e via dicendo. Un bel “mancato appuramento di T1” o una bella “Institute Cargo Clause A” potrebbe forse bastare a mandare in confusione.

E’ superfluo dire che essendo il settore del “movimento”, chi ci lavora dentro di sicuro non si annoia (anche se lo vorrebbe ogni tanto). La pressione è quasi sempre alle stelle, ma basta anche solo un ridicolo nome nave come “Kaga” (esiste non me lo sono inventato) a far partire la risata e allentare la tensione.

Detto ciò il mio primo articolo è concluso e non mi resta altro che “salpare” per il prossimo.

Grazie